Le avventure di Puci, classe prima

In classe prima, trovo sia molto accattivante, per i bambini, seguire un filo conduttore che duri tutto l’anno, che permetta loro di entrare direttamente in un mondo famigliare ogni volta che viene pronunciato un nome o qualcosa che li metta immediatamente a proprio agio. Sono molti anni che non ho la possibilità di farlo, dal settembre 2007 per la precisione. L’ultima classe che mi è stata assegnata, infatti, che ho salutato in quinta l’anno scorso a giugno, l’avevo incontrata solo a partire dalla classe seconda. Quindi per ritrovare il lavoro svolto in una prima, devo risalire a “due cicli fa”, nella mia storia di maestra!

A quei tempi era il primo anno che insegnavo a Scopello, il mio paese di nascita, non vedevo l’ora di cominciare e di mettere a frutto tutto quello che sapevo, avevo imparato, avevo scoperto del MIO territorio. Impostai il lavoro su un gruppo di personaggi fantastici e un po’ burloni, “Gli omini di Frasso” ,che vennero in classe a trovarci molte volte lasciando tracce del loro passaggio e dei loro scherzi, che ci accompagnarono con storie e avventure, che rappresentammo anche sul palco teatrale durante i festeggiamenti del Carnevale. A mio parere il lavoro di quell’anno, con una storia a fare da filo conduttore, fu bello e molto efficace. E’ una specie di filo conduttore che diventa familiare per i bambini in poco tempo e permette di superare le piccole difficoltà che si possono presentare davanti alle cose sconosciute, o la paura di non riuscire. “Prendiamo il quaderno di Puci” è una frase rassicurante che mette tutti a proprio agio: si capisce subito che ci sarà un pezzo di storia nuova, che lavoreremo insieme, che la storia andrà avanti chissà come. Alla fine dell’anno tutti i bambini avranno il loro primo libro.

Dunque, anche quest’ anno ho pensato di “istituire” l’uso di un unico quaderno di lavoro multidisciplinare, grande e con quadretti grandi, su cui “srotolare” una storia unica, con creatività, fantasia e anche improvvisazione.

Nell’estate mi sono nati alcuni gattini e nel mese di settembre ho organizzato una visita nei dintorni di casa mia con una piccola caccia al tesoro alla ricerca “della casa della maestra”. Qui è avvenuto l’incontro “casuale” con uno dei miei piccoli, molto particolare, perché ha una macchia nera sul naso. Avevo già scoperto che tutti i bambini della mia classe avevano un gatto o un cane, tranne una; a lei l’onore di dare un nome al nostro piccolo nuovo amico: lo vuol chiamare PUCI.

Mafoto scuola marzo 001.jpgrtedì 11 ottobre arrivo in classe con la prima puntata de “Le avventure di Puci“. Abbiamo letto una frase per volta e disegnato.  Per scrivere il testo, che leggo io, uso il maiuscoletto. Evidenzio alcune parole: SCOPELLO perché è il nome del paese dove ci troviamo e l’hanno già visto scritto certamente molte volte; MIAO parola onomatopeica interessante, con tre vocali, che ripetiamo tante volte evidenziando i movimenti della bocca; GATTINO parola con due T, lettera da cui siamo partiti, PUCI parola di due sillabe semplici. Alla fine del lavoro consegno una fotocopia adattabile alla mia storia, dove c’è Puci che gioca a nascondino. Nell’intervallo scendiamo anche noi a giocare a nascondino in cortile. Poter scrivere di proprio pugno it esti, permettere di scegliere bene le parole, togliendo quelle troppo difficili, sostituendole con termini semplici, ringrandire i caratteri a piacimento, distanziare maggiormente le parole una dall’altra, evidenziare ciò che si desidera, insomma, andare dove si vuole andare, in una direzione familiare e interessante per i bambini, senza perdere d’occhio lo scopo della propria attività. foto scuola marzo 003

Catturata l’attenzione,  il giorno dopo penso di unire il personaggio PUCI appena conosciuto alla T del nostro TAVOLO, protagonista  della nostra prima frase appesa al muro e alle RONDINI della seconda frase. I bambini devono inventare delle frasi con queste parole familiari.

Inventano da soli e la maestra scrive alla lavagna sotto dettatura. Tutto quello che facciamo è sempre collegato a qualcosa che abbiamo già fatto il giorno prima o che sta succedendo in quel momento, ogni appiglio è valido e non esistono giornate senza appigli. Basta iniziare una conversazione perché qualcosa salti fuorfoto scuola marzo 004i e, non appena si cattura l’attenzione di tutti, si parte.

In chiusura settimana, il venerdì, inventiamo ancora una frase nuova con Puci da mettere sul muro. Io non seguo un metodo come molti oggi sono abituati a definire il proprio percorso; scrivere frasi e appenderle al muro è proprio del metodo globale, associare la T al tavolino con la frutta che ho in classe, fa parte del metodo analogico… Trovo che la logica sia quello che deve sostenere e permeare ogni azione, in modo che tutto abbia una spiegazione, cosa importantissima per i bambini. La frase al muro è già la quarta, confronto con i tempi di 10 anni fa, ero alla terza; ad ogni ciclo i tempi si evolvono e cambiano, ogni lavoro non può mai essere pre-stabilito e pre-definito. Le variabili nell’insegnamento sono costanti e giornaliere, figuriamoci dopo tanti anni!                 Sono una maestra fortunata perché la mia è una piccola classe: non richiede grande sforzo ritagfoto scuola marzo 005liare i sintagmi per i miei 9 bambini, ed è quello che faccio dopo averli scritti al computer in tempo reale.  Sul quaderno giochiamo con i sintagmi della frase e, siccome la frase è PUCI GIOCA A NASCONDINO NEL BOSCO, andiamo nel bosco a fare una passeggiata anche noi, per raccogliere “i frutti del bosco” che tornati in classe classifichiamo in una grande scatola divisa a scomparti con striscioline di cartoncino. Prima contiamo quanti spazi servono, poi proviamo a mettere le strisce per formare gli scomparti, infine li riempiamo con i materiali raccolti: ci sono castagne, noci, nocciole, faggiole, pigne, ricci, bacche di rosa canina. Sul quaderno riportare il lavoro non è così semplice, perché le striscioline sono flessibili e comode ma formano scomparti arrotondati!

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Venerdì 21 ottobre continua la storia di Puci, seconda puntata. Scrivo più in grande, la prima volta era troppo piccolo e aggiungo una cittadina familiare dove so che tutti sono stati e due figure importanti MAMMA e PAPA’. Devo raccontare da dove proviene Puci; tutti abbiamo un luogo di provenienza, per alcuni è quello in cui sono nati, per altri è un luogo lontano. Mifoto scuola marzo 008 viene in mente di proporre una città perché l’ambiente è molto diverso da quello in cui noi siamo, il paese di montagna. Questa sottolineatura della diversità, decisamente tesa a valorizzare il nostro contesto piuttosto che quello cittadino, è uno dei motivi per cui io non posso e spero non utilizzerò mai, testi preconfezionati dove i bambini rappresentati fanno tutti le stesse cose: vanno in vacanza al mare, si spostano in contesti urbani, vanno a trovare i cugini in campagna, vedono gli uccelli partire e le foglie cadere, vedono la neve cadere a Natale ormai solo sui libri scolastici, hanno sempre in classe un bambino nuovo che arriva da lontano e che ha la pelle diversa! Ovviamente la rappresentazione della città che scaturisce è piena di case.

Mercoledì 26 ottobre costruiamo insieme la terza puntata. Io do solo la prima frase. Oggi devo far arrivare Puci nel nostro paese e dargli una motivazione per “l’emigrazione”, perché ogni spostamento ha una causa. Varallo è una città, Scopello un paese di montagna. La storia vien da sé. Ci metto dentro tutti i concetti che mi vengono in mente, come sempre: COLORI, AUTUNNO, CITTà, MONTAGNA, CASA. foto scuola marzo 009foto scuola marzo 010

Il bosco è l’ambiente che più esploriamo in questa stagione, con varie passeggiate e durante le uscite di motoria ed è l’ambiente che più utilizziamo anche per piccoli lavori in classe. Così Puci agisce e si muove nel bosco. Ma anche tanti esercizi di lettura e/o scrittura confoto scuola marzo 011 i sintagmi o con i suoni, vedono Puci protagonista coi suoi amici e nelle sue avventure. Lavoriamo con le parole e con le cose che incontriamo insieme a Puci e per questo molti lavori sono sul quaderno di Puci. Per esempio in scienze parliamo delle case degli animali, visto che Puci ha appena cambiato casa, e associamo ogni animale alla sua casa, poi cerchiamo di inventare parole diverse prendendo a caso delle sillabe dalle parole delle sue frasi sul muro, poifoto scuola marzo 014 inventiamo nuove frasi con Puci e le nuove parole; tutti i lavori sono come anelli di una catena che diventa sempre più lunga.  Stiamo lavorando sui suoni con le lettere P e B e si vede dalle frasi e dalle parole che inventiamo. Le frasi nuove che distribuisco ai bambini il 9 novembre, sono date a caso; sono tutte esposte a striscioline sulla scrivinia libera da ogni altra cosa; alcuni sanno già leggere autonomamente e vanno direttamente a scegliere una frase lunga, alcuni no e prendono la frase più corta. Ma alla fine tutti prendono almeno tre frasi.

Il 16 novembre è tempo di andare avanti con la storia. Ho parlato con i genitori e ho comufoto scuola marzo 015nicato loro che per Natale faremo uno spettacolo teatrale (ne faccio almeno uno all’anno); abbiamo stabilito la data, il luogo. Adesso dobbiamo arrivare alla trama. Ovviamente ci sarà Puci e … i suoi amici del bosco di montagna che i bambini mi aiutano oggi a trovare. Cerchiamo di prenderne di “tipi” diversi. Poi ognuno sceglie il suo e quello diventerà il suo personaggio nella recita che faremo.

Venerdì 18 novembre approccio matematico alle avventure di Puci. Parliamo di addizioni ripetute e ci lavoriamo in modi diversi.foto scuola marzo 017

Martedì 22 novembre è il secondo giorno di pioggia intensa sulla nostra Valsesia e il titolo della storia proposta è ovviamente dedicato al tempo atmosferico. Scrivo 5 frasi distinte molto grandi. L’intento è quello di portare Puci da qualche parte e di lavorare con lui in modi sempre diversi. Le appendo alla lavagna. Scrivo appositamente le frasi andando sempre a capo. Sono in sequenza e lavoriamo sull’ordinamento delle sequenze. Quando terminiamo l’ordine, stampo una copia per ciascuno e poi aggiungiamo i numeri alla sequenza. Le parole sono distanziate di due spazi. Mi dedico un po’ di più alla lettura delle singole frasi con chi fa più fatica. Adesso il quaderno di Puci viene utilizzato soprattutto per continuare a leggere a casa ogni giorno e per rileggere e riguardare la sua storia perché durante le ore a scuola siamo spesso impegnati nella scrittura della trama del teatro natalizio, nella preparazione dei costumi ecc.ecc.

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Sul quaderno continuano comunque lavori  sulle sillabe, sulle parole, sui sintagmi, sui suoni. Qualcuno fatica un po’ a sbloccarsi nella lettura, ha bisogno di una iniezione di fiducia. Un giorno stampo tante frasi (10) dove alcune parole si ripetono spesso: il verbo, i protagonisti, i luoghi. Sono i bambini stessi a suggerirmi nuove frasi da stampare con le parole che hanno a disposizione. Faccio mucchietti con le frasi e ogni bambino ne sceglie una per volta, la legge e la disegna. Alcune presentano situazioni buffe o paradossali e i bambini si divertono a scoprirle e anche a disegnarle.

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Anche la geometria/geografia appare spesso nelle avventure del nostro gatto col puntino sul naso. Ma tutto quello che fa lui lo facciamo anche noi. Per esempio i banchi sono spesso spostati, raggruppati, allineati per necessità di lavoro. Così sotto ci abbiamo messo le palline da tennis come mi hanno insegnato gli insegnanti molto geniali incontrati in un corso di aggiornamento a Torino “La scuola senza zaino”.  Avevo prima ovviato all’inconveniente del “trascinamento rumoroso” con i comuni feltrini, perché erano anni che cercavo una soluzione efficace; ma quella delle palline da tennis, fra l’altro a costo zero, perché regalatemi da un amico, è una soluzione davvero simpatica al problema.

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In scienze e nel teatro gli amici di Puci vengono classificati secondo il tipo di alimentazione. foto scuola marzo 025

Ovviamente lo facciamo disegnando anche sul quaderno. Ogni volta che si gira pagina cambia la disciplina, ma questo lo so soltanto io per quest’anno, anche se i bambini sono già capaci di distinguere perché ogni volta che facciamo un lavoro ragioniamo in che “materia” potremmo inserirlo.

Parlando di animali e di alimentazione mi viene in mente di suggerire ai bambini un’avventura di… procacciamento di cibo….come fanno gli animali, in modi diversi. La storiella finisce in tanti modi, uno per ogni bambino e tutti divertenti e simpatici. La gara non è tra chi “fa meglio”, ma tra chi fa più diverso. Nove bambini = nove disegni diversi. Ne metto un po’ perché sono troppo belli, la loro fantasia non ha davvero limiti!foto scuola marzo 026.jpg

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Seguono ancora situazioni in cui bisogna ragionare con i numeri e rispondere a delle domande. Mi piace usare la parola “problema” solo dove davvero è un problema, per esempio quando si trattava di zittire i banchi rumorosi). foto scuola marzo 035

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E’ sempre molto interessante vedere e confrontare le diverse rappresentazioni dei bambini in classe. A volte li faccio anche alzare e, con il quaderno in mano rivolto alla classe, spiegare perché hanno disegnato così.

Intanto si avvicina Natale, così anche Natale fa l’apparizione sul quaderno. Sempre con la matematica. Preparo un lavoro che ci porterà allo “0”. A ritroso. Scrivere al computer permettere di suddividere in racconto e di consegnarlo a poco a poco, in striscioline da incollare. Così il lavoro procede a livelli successivi, nella sequenza corretta e tutti insieme.

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Dopo le vacanze, in cui il quaderno di Puci è stato letto e riletto più volte (almeno spero!), ripartiamo da un dettato di parole. E’ il primo che faccio e loro si divertono molto. Non ha nessun valore di verifica, almeno per me. Finito il dettato distolgo la loro attenzione dalle paroldettato di parolee per un attimo con un piccolo pretesto, aiuto i bambini più in difficoltà ad “aggiustare” quanto scritto, se riescono comunque da soli, ridettando sillaba per sillaba, poi ci ritorniamo tutti insieme con la richiesta di leggere e disegnare le parole dettate. Così, come le hanno scritte alcuni minuti prima e ormai dimenticate, diventa una verifica di lettura per loro. Se ce la fanno a disegnarle tutte, cioè hanno scritto correttamente le parole tanto da riuscire a rileggerle, si autovotano scrivendo il numero in un grande quadrato. Possono scrivere da 1 a 10. Avendo aiutato chi era in difficoltà, tutti riescono a rileggere e disegnare almeno fino a 8 cose. Le parole sono semplici, ma ho comunque inserito delle doppie, la zeta, dei suoni più complicati come “ST”, il suono “GA”.

C’è la neve, molti bambini vanno a sciare abitualmente perché il nostro paese è situato sotto una nota piccola stazione sciistica che si chiama Alpe di Mera. Allora anche Puci ci va…perché immaginare un gatto sugli sci è davvero divertente! Oggi dobbiamo provare a inventare una similitudine, una metafora; poi sono i bambini a scoprire il finale dell’avventura aggiungendo le parole mancanti alla frase proposta.

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Il 18 gennaio è ora di continuare con un bel pezzettino di storia. Su questo testo lavoriamo tanto con gli strani suoni delle lettere “C” e “G”. Quando dico che ogni cosa offre opportunità di apprendimento, mi riferisco proprio a questo; anche quando una delle mie alunne, all’inizio dell’anno, aveva proposto il nome Puci, avevo subito pensatofoto scuola marzo 043 “Bè, perfetto per quando dovrò parlare dei suoni CI, CE”, una maestra per forza pensa così, mette insieme sempre tutto.

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Ormai si capisce come è impostato il lavoro così inserisco una raffica di foto delle pagine successive: matematica con “NUOVI AMICI” e i numeri dopo il 10. I testi vengono stampati in differenti caratteri a seconda delle capacità di lettura dei bambini; qualcuno in maiuscoletto, qualcuno più grande, qualcuno più piccolo, qualcuno in stampato minuscolo.

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Il lavoro “PUCI VA A PATTINARE” viene proposto in occasione di una nostra uscita per andare a pattinare sul ghiaccio in un paese della valle, Carcoforo. E’ un’attività a pagamento per le famiglie, 4 euro ciascuno. Siccome ci andiamo con la classe seconda con cui siamo sempre abbinati per le attività motorie, in tutto siamo in 15. Ecco perché i numeri della storiella di Puci sono questi…Così risolviamo il problema della maestra, che deve scoprire quanti soldi deve avere dentro la busta da consegnare ai gestori del pattinaggio! foto scuola marzo 048.jpgfoto scuola marzo 050

Poi arriva Carnevale…anche Puci si veste in maschera. Però a Carnevale si ha voglia soprattutto di parlare di sè, di dire quale sarà il proprio travestimento, di scoprire tutto quello che riguarda il carnevale. foto scuola marzo 051foto scuola marzo 053foto scuola marzo 052

A fine febbraio Puci incontra Bip l’extraterrestre. La storia, che ci coinvolge per una decina di giorni, non è tutta farina del mio sacco; è riadattata da una vecchia storia che avevo appreso durante un corso di aggiornamento di matematica tanti anni fa, almeno 15. L’avevo già utilizzata, in originale, durante i miei primi anni di insegnamento (mi occupavo
foto scuola marzo 054infatti dell’ambito scientifico-matematico in piccole pluriclassi); però l’avevo rappresentata in seconda. Questa volta propongo invece il calcolo multibase in prima; andare in giro per pianeti in cui si raggruppa in basi diverse mi sembra molto divertente. Nessun bambino ha difficoltà nell’attività. Ma dell’attività di matematica in sé, meglio parlare in un post sulla matematica, qui mi limito a mostrare come un’attività didattica in modo versatile possa essere adattata al proprio contesto in qualsiasi modo. Il racconto si snoda per due settimane. Naturalmente durante l’avventura con Bip 99 (bellissimo numero da rappresentare sull’abaco perché si infilano tutte le palline possibili!), non mancano intermezzi dedicati alla lingua italiana e anche la lettura ha molto peso, poiché la storia è veramente lunga anche da leggere, infatti a scuola la legge la maestra.IMG_5279

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Casualmente, ma bisognerebbe dire anche, che fortuna!, proprio alla fine del viaggio arriva il nostro centesimo giorno di scuola! Fin dall’inizio dell’anno stiamo contando i giorni di scuola perché ho detto loro che in tutto sono circa duecento e che a metà avremmo fatto festa. La metà di 200 è 100 e il centesimo giorno di scuola arriva venerdì 17 febbraio. E’ proprio il giorno in cui Bip 99 arriva sulla Terra dove si raggruppa per 10. Abbiamo deciso insieme come festeggiare: la maestra porterà una piccola sorpresa per tutti e i bambini potranno portare a scuola il tablet, o il Nintendo per giocare come fanno a casa con i fratelli e sorelle più grandi e anche da soli. Il tutto perché ho appena finito di frequentare un corso di formazione dove si parla del rapporto dei piccoli con le nuove tecnologie di comunicazione e mi interessa monitorare come giocano, a cosa, quanto e con chi, quando sono a casa.

Io porto a scuola dei pacchetti di caramelle. Li svuotiamo tutti sui banchi uniti. Dobbiamo scoprire quante sono. Le proviamo tutte, ci servono cose per raggruppare come abbiamo imparato a fare sui pianeti, usiamo bicchieri per le decine e vassoi per mettere dieci bicchieri: alla fine vengono fuori “due vassoi (centinaia), due bicchieri (decine), 9 caramelle sparse qua e là (unità)”. Prima però abbiamo rappresentato anche il bellissimo numero 100, metà di anno scolastico. Quanta matematica c’è nella vita di tutti i giorni!

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Al termine dell’intenso viaggio i bambini esprimono la loro gioia facendo andare Puci dove vuole.

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Lunedì 6 marzo è tempo di costruire un testo date alcune parole dettate. Naturalmente il protagonista è ancora una volta Puci. Le parole dettate sono: PUCI – MATTINA – FARFALLA – PRATO – SALTA – CORRE – VOLA – AMICI – PRIMULA. Ci metto verbi, luoghi, personaggi e loro inventano. I testi che saltano fuori sono naturalmente diversi uno dall’altro e mi permettono delle valutazioni: “Una mattina Puci aveva una voglia matta di correre. Esce e vede una farfalla che era bellissima. Era nel prato che era pieno di fiori e c’era una primula. “ (Ha usato 5 parole su 10. Modo di esprimersi interessante, fantasia spiccata). ” Puci una mattina va a fare una passeggiata a cercare primule nel bosco e trova una farfalla. Puci le chiede  se gli dà un passaggio. Va bene, dice la farfalla, ti porto in un prato dove ci sono tante primule”. (5 su 10. Sviluppo corretto delle fasi della storia). “Puci vola con i suoi amici e con le farfalle. I suoi amici cercano di raggiungerlo saltando e le ali restano per sempre”. (4 /10. Testo non coerente e slegato). “Una mattina Puci vola e la farfalla corre. Una primula le dice -salta, così prendi Puci.- La farfalla sfiora Puci e cade nel prato.” (9 su 10. Capacità di sintesi. Fantasia.) “Puci alla mattina trova una farfalla e le corre dietro per tutto il prato. Dopo Puci cade e la farfalla si mette a ridere e mentre era a terra Puci trova le primule. Dopo la farfalla chiama tutte le sue amiche.” (7/10. Slegato, a volte coerente, si legge necessità di soddisfare la consegna). “Puci vola e salta. Vede una farfalla sulla primula nel prato. La farfalla vola sulla testa di Puci.” (6/10). Sintesi.) “Una mattina Puci vola e incontra una farfalla e una primula. Fanno le giravolte, corrono, poi ballano, saltano e si aggrappano.” (7/10. Fantasia. Sintesi. Riconoscimento del verbo.)

Il 9 marzo è giovedì e ripropongo qualcosa sul quaderno di Puci rispetto a storia e geografia: tempo e luoghi. L’uso del quaderno si dirada un po’ nel tempo perché le pagine stanno volgendo al termine e devo calibrare bene tempi e spazi per finire la storia in modo adeguato verso la fine dell’anno scolastico. Voglio che a Puci succedano ancora delle cose meravigliose che sono quelle importanti anche nella vita dei bambini: nascite, amicizie, scoperte.IMG_5310

Ricordate che aveva cominciato a vivere in un garage? (Ovviamente il Puci originale vive effettivamente nel garage di casa mia, o meglio ci torna per mangiare e dormire perché per il resto del tempo va a zonzo dove vuole). Beh, un giorno decide di esplorare gli scaffali; trova scatoloni e scatole: preziosi scrigni storici da cui imparare! Ci trova LIBRI VECCHI e FOTO! Quello che fa Puci ovviamente facciamo anche noi: lavoriamo con vecchi libri trovati in biblioteca, cerchiamo di scoprirne le caratteristiche, mettiamo in ordine le date di edizione che cerchiamo e troviamo, verifichiamo se il nostro ordine corrisponde effettivamente all’età del libro ecc. ecc.. Un’altra volta il lavoro continua: portiamo da casa delle vecchie foto, anche per queste scriviamo tutto ciò che sappiamo. Andiamo anche a vedere oggi come è una zona del paese che appare in una foto di 50 anni fa, differenze e uguaglianze; bel lavoro. I bambini lavorano tutti insieme e sembrano davvero piccoli ricercatori. Puci, con le sue ricerche, ci ha fatto lavorare per una settimana! …Comincia ad essere un po’ noioso! “Insomma, con lui dobbiamo sempre lavorare!” mi sembra di leggere nello sguardo dei bambini. Devo far succedere qualcosa di davvero pazzesco per tornare a emozionare la classe.

Lunedì 13 marzo Puci si innamora! Così avrò a disposizione un altro personaggio, la sua fidanzata Milù! Siccome è lunedì e lunedì c’è matematica, la storia è una situazione matematica!IMG_5312

Il mercoledì lavoriamo sui verbi “le parole più importanti nelle frasi, quelle che ci dicono come fare il disegno”. Maschi e femmine lavorano in gruppi separati… maschi contro femmine: ci siamo passati tutti! Devono inventare 4 frasi con Puci o Milù come protagonista “che fa qualcosa”. Nei due gruppi vengono fortunatamente due frasi in cui i due diversi protagonisti fanno la stessa cosa, cucinano. I disegni sono identici anche se con gatti diversi.

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Il verbo, che è la parola che dice tutto, lo sottolineiamo in rosso, il soggetto in blu, lo faremo fino in quinta. Credo che l’analisi logica sia importantissima e molto più efficace e semplice in una scuola primaria di quella grammaticale. Il suo apprendimento è molto naturale e istintivo per tutti.

Lunedì 21 marzo è tempo di presentare col nostro amico gatto i numeri ordinali.  Alcuni bambini della mia classe partecipano a gare di sci e dopo il racconto della gara di domenica mi viene in mente di far gareggiare Puci e i suoi amici. Viene fuori anche un lavoro sul maschile e femminile dei nomi già che ci siamo, e poi i nomi propri...adesso le occasioni di imparare si accavallano, una sopra l’altra e più i bambini diventano ricettivi, più fanno domande e propongono loro stessi le cose.

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Ci devo far entrare ancora qualcosa in questa storia Puccesca che ci siamo inventati…comincio con l’amicizia che è un valore decisamente da affrontare e un sentimento che loro cominciano ad apprezzare proprio adesso, con la scuola, piano piano, fuori dalla famiglia. Ai bambini che ancora fanno fatica con lo stampato minuscolo, propongo il testo anche in maiuscolo. Anche qui ci entra un po’ di matematica, faccio fatica a farne a meno! Ci sono sempre molteplici fini in una storia proposta dalle maestre; o molteplici fregature direbbe qualcuno! Ma che bello quando l’apprendimento viene spontaneo da loro! E’ talmente interessante che registro e scrivo tutta la loro conversazione sulla divisione e la distribuzione.

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Arriva aprile e con aprile…la varicella! La classe è decimata…dalla malattia, il lavoro è centellinato dalle vacanze che si susseguono. Durante l’ultimo ponte propongo un capitolo da incollare sul quaderno, i bambini lo leggeranno da soli a casa e dovranno illustrarlo. E’ già suddiviso da me in paragrafi. Dovranno fare quattro disegni. L’evento che vi è rappresentato è la nascita dei gattini di Milù e Puci. Anche a casa mia ci sono 5 gattini appena nati. La continua verifica con esperienze dirette (visita e conoscenza dei cuccioli) e la storia di Puci sul quaderno è accattivante e interessante. Fra l’altro la storia di Puci  unisce i lavori a scuola della classe con tutti i lavori a casa dei bambini assenti. Insieme alla storia scritta, mando a casa foto dei cuccioli tramite i social e i genitori…

Finite tutte le vacanze di aprile vorrei  ricominciare ma ci sono ancora assenze importanti, non posso fare più di tanto con metà classe presente. Incolliamo all’interno del quaderno di Puci una pagina a righe impostate per provare la scrittura in corsivo. Tutto ciò che è puro allenamento o esercizio è più facile da proporre a casa, perché è individuale, non è così indispensabile confrontarsi con gli altri.  Prendiamo le parole da scrivere nel testo di Puci e ci lavoriamo sopra per tanti ragionamenti: le consonanti a braccetto, le doppie, la divisione in sillabe…i suoni difficili: cia, gie, cio, ciu, ecc. ecc. intanto proseguiamo a scuola con altri modi e il quaderno di Puci viene lasciato da parte per un po’.

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Alla fine della scuola arriviamo alle ultime pagine della storia di Puci, con l’arrivo dei piccoli. Qualcuno deve anche aggiungere qualche pagina perché non ne ha più.

Grazie Puci per aver condiviso con noi la tua storia. Insieme a te ci siamo proprio divertiti e abbiamo imparato un sacco di cose.

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