Letture in classe

Il momento dedicato all’ascolto della maestra che in classe legge un libro, è sempre un momento magico. Soprattutto nei primi anni di scuola. E’ un momento magico che ai bambini è sempre piaciuto molto, finora. Di solito dedico alla lettura una ventina di minuti, nel primo pomeriggio dopo la pausa pranzo e il resto del tempo viene dedicato all’approfondimento di quanto ascoltato in vari modi. Pinocchio è un classico che si presta molto bene, perché ha un numero di capitoli che, opportunamente suddivisi, sono 33, si possono leggere da settembre fino a giugno. Ma quest’anno abbiamo cercato insieme nei libri “vecchi” della biblioteca scolastica e “Alice nel paese delle meraviglie” è stata una bellissima sorpresa, anche per me. Strano a dirsi, ma non l’avevo mai letto. Fin dalle prime pagine mi aveva sempre annoiato, ma quest’anno ho provato a leggerlo come fossi stata una dei bambini che avevo intorno, è sono entrata anch’io nel mondo magico descritto in quelle pagine meravigliose. sono i bambini che mi hanno spiegato la logica del racconto, loro hanno saputo trovarla subito. Nella versione integrale i libri sono scritti, disegni e pagine colorate sono rari e non importanti, le parole sono il fulcro di tutto.

Anche Alice è diviso in capitoli e, anche se più breve, sono riuscita a distribuirlo lungo tutto l’anno, aggregandoci lavori di disegno e costruzione che hanno impegnato e divertito i bambini da ottobre fino a giugno.

Per leggere predispongo l’aula in modo opportuno: tutti insieme abbassiamo tutte le tapparelle, spegniamo la luce, accendiamo una candela, ci disponiamo in cerchio sul tappeto e io divento la nonna, indosso gli occhiali e, alla fioca luce della candela, comincio a leggere. Leggo cambiando le voci a seconda dei personaggi ed è bellissimo scoprire come, da una settimana all’altra, siano gli stessi bambini a suggerirmi la voce dei personaggi: dolce, roca, lenta, stridula, terrificante…a seconda dei personaggi: il coniglio, la regina di cuori… tutto prende vita e colore.

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Per andare a scuola la mattina, passo davanti alla farmacia del mio paese che una volta a settimana, accatasta fuori dal negozio cartelloni pubblicitari da gettare, materiale molto utile e versatile, di cui faccio scorta abbondante. Le letture dei primi capitoli vengono infatti riprodotte dai bambini direttamente sul muro su questi cartelloni grandi. Lavorano tutti insieme, facendosi spazio e alternandosi davanti ai tre cartelloni e usano pastelli a cera.

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I capitoli piano piano aumentano e i cartelloni si sovrappongono uno all’altro.

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Piano piano mi rendo conto che un lavoro così bello ha il diritto di essere visto e i bambini sono d’accordo con me. Possiamo costruire dei “solidi” con quei cartelloni, per esporli in modo tridimensionale. Da quel momento porto a scuola nuovi pannelli opportunamente predisposti per diventare tanti solidi diversi che esporremo tutti all’esterno della scuola, nella piazzetta dove spesso ci fermiamo a giocare. Alla fine del lavoro abbiamo prismi, parallelepipedi, cubi, cilindri, piramidi … anche un prisma a 10 facce. Quanta geometria è venuta fuori da questo bel lavoro… chi l’avrebbe mai detto? Io no certamente, tutto è venuto fuori pian piano durante l’anno, come un coniglio dal cilindro, tanto per stare in tema di magia e tanto per intendere che la programmazione viene e deve essere continuamente rivista in itinere.

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In palestra prove della presentazione ufficiale con tutti i solidi.

Gli ultimi capitoli vengono letti all’aperto, perché ormai siamo arrivati alla primavera e non c’è niente di più bello che ascoltare la storia di Alice in un prato verde, sotto un bell’albero… sembra di essere proprio dentro il mondo magico della bionda bambina del libro!

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Anche i solidi sono decorati all’aperto, quando si può.

Tutte le immagini prodotte dai bambini sono anche raccontate con brevi frasi inventate da loro che riassumono quanto rappresentato. Le scriviamo al computer oppure ripassando con pennarelli grandi scritte in corsivo che io traccio a matita. Così ci avviciniamo anche a questa scrittura. A riprova di come lavorano bene i bambini, posso testimoniare che le frasi del primo capitolo letto nelle prime settimane di scuola, sono state scritte a maggio dopo aver deciso di allestire la mostra… eppure tutto ciò che avevano disegnato era ben chiaro e le frasi che sono scaturite sono state ampiamente discusse, tanto che i bambini stessi sono arrivati alla conclusione di dover cancellare delle cose disegnate “perché non c’erano nel libro“!

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Un giorno fuori dalla farmacia trovo un grosso valigione pubblicitario. Su quello appiccichiamo i cartelloni pubblicitari della nostra mostra. E sopra il valigione mettiamo una penna legata con un cordino e un piccolo quadernetto dove la gente può scrivere quello che vuole sulla nostra mostra. Dopo aver scritto le persone devono  infilare il foglietto nel valigione.

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Il valigione, a fine mostra, lo ritiro in classe. Lo apriremo a settembre prossimo, quando torneremo a scuola. Perché la mostra la inauguriamo proprio l’ultimo giorno di scuola con una presentazione vera e propria in piazza davanti a mamme, papà e nonni. Decidiamo di lasciare i nostri “solidi” esposti da venerdì a domenica, così potranno vederli tutti quelli che passeranno di lì e infine ogni bambino porterà a casa un pezzo in ricordo del gran lavoro fatto. Nei tre giorni di allestimento il vento fa danni, rovescia le leggere strutture, scoperchia il cilindro col cappello a cono…ma io passo spesso a ripristinare tutto e anche i bambini lo fanno.

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Ultimo giorno di scuola, fine allestimento mostra e ultima prova della presentazione

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