Un po’ di storia

“Storia della scuola elementare di Scopello dalle origini ai giorni nostri”

 

Le origini

L’istituzione della scuola pubblica a Scopello ha origine nella seconda metà del Settecento quando l’allora Prevosto Antonio De Giuliani, nel suo testamento del 1751, formulò la nascita di una Coadiutorìa e relativo stipendio del Coadiutore per la scuola ai fanciulli poveri del paese. All’inizio, quindi, il maestro era direttamente il Parroco, poi un coadiutore nominato a volte anche dal Vescovo. Non dobbiamo pensare nemmeno lontanamente ad una scuola impostata come quelle odierne, ma ad un luogo semplice e spartano, situato in una stanza della stessa casa parrocchiale, in cui i bambini maschi del paese venivano accolti fin dall’età di cinque anni. Una volta iniziata la frequentazione, essi potevano rimanere nella scuola più anni, almeno finché non fossero divenuti abbastanza grandi per lavorare, cosa che avveniva presumibilmente intorno ai dieci, undici anni. In realtà, tutti i bambini dei piccoli paesi rurali, cominciavano ad aiutare in casa nei lavori domestici e nei lavori dei campi, fin dalla più tenera età, anche perché, con le proli numerose che si succedevano all’interno delle famiglie del secolo XVIII, era improbabile che i genitori potessero badare a lungo a loro, invece che gestirli più comodamente dando loro incarichi di ogni genere, prima i più semplici e poi sempre più complicati. Nello Status animarum che compilò nel 1749 lo stesso parroco De Giuliani, i minori indicati sono, con un’età compresa fra 1 e 15 anni, 312 su un totale di 1183 abitanti. Circa il 20% della popolazione totale, quindi. E’ probabile che, all’inizio, pochi fossero i bambini frequentanti, ma che, fin da subito, la pratica di frequentare la scuola, almeno nell’età compresa fra i 6 e i 9 anni, sia divenuta più consueta. Sono infatti gli abitanti stessi del paese ad esigere l’erezione di questa istituzione ed il parroco De Giuliani a soddisfare le loro richieste.

L’epoca della diffusione capillare: il 1800

La situazione scolastica e della pratica scolastica in alta valle rimane immutata per parecchio tempo se si considera quanto scrive, in  una sua  relazione del 14 aprile 1859, il  Regio Ispettore Provinciale Peretti; vi si legge che in valle, a fronte di una popolazione complessiva di 36025 persone le scuole di prima elementare erano circa 60, delle quali 41 nei capoluoghi di comunità e 19 nelle frazioni. In quel periodo frequentavano la scuola di Scopello anche i bambini di Pila e Piode. L’Ispettore scrive anche che di dette scuole due terzi finiscono coll’aprile, che il maggior stipendio degli insegnanti è di Lire 300; che la metà di essi non è patentata e un terzo si nomina e si rimuove a beneplacito solo dell’ecclesiastica autorità. (…) E’ certo che la scuola non si fa regolarmente da tutti a quelle ore precise ogni giorno, che dovrebbero essere fissate da un apposito orario. In realtà invece, abbiamo certezza che già da almeno 10 anni più tardi, a Scopello la scuola aveva uno svolgimento regolare e il Comune si interessava direttamente dello svolgimento regolare delle lezioni, della frequenza degli alunni, dello stipendio con cui retribuire il maestro incaricato, benché il lascito della coadiutoria De Giuliani continuasse a contribuire allo stipendio stesso. In un verbale dell’Amministrazione dell’Opera Pia De Giuliani redatto il 20 ottobre 1867, si nomina Avondo Bartolomeo maestro di questo comune, e si stabiliscono questi capitoli: “La scuola avrà principio col giorno quattro novembre prossimo venturo e sarà durativa per mesi otto, terminando così con tutto il mese di giugno. La scuola sarà fatta giusto il prescritto dei veglianti regolamenti sulla Pubblica Istruzione. Nei mesi di Novembre, Aprile, Maggio e Giugno la scuola sarà fatta per due volte al giorno a tutti i ragazzi indistintamente ammessi alla scuola, e negli altri mesi verrà fatta in due volte a classi separate, cioè la mattina alla classe superiore e alla sera alla classe inferiore. In corrispettivo di quanto sopra l’Amministrazione fissa al maestro l’annuo stipendio di Lire cinquecento italiane, pagabili ai bimestri maturati.

Dell’anno scolastico 1867-1868, presso l’Archivio di Stato di Varallo, è conservato il registro annuale della scuola elementare di Scopello e Pila da cui si attingono molte notizie utili: la scuola ebbe luogo da novembre a giugno e fu condotta dal maestro Avondo, munito di patente per insegnare e nominato dal Comune. La scuola di cui si tratta è una scuola soltanto maschile per la quale il maestro percepisce uno stipendio di £. 500. Gli alunni in classe sono 51, divisi in prima sezione, seconda sezione e sezione superiore (possiamo supporre un equivalente delle prime tre classi di scuola primaria odierne). Per incentivare la frequenza alla scuola, il maestro istituiva del premi per l’esame di fine anno. A quei tempi infatti, per ogni sezione, si sosteneva un esame intermedio (marzo) e un esame finale (fine giugno). Come in tutti gli altri paesi della valle, molti sono gli alunni che frequentano solo per alcuni mesi la scuola, alcuni addirittura soltanto nei mesi di gennaio e febbraio; più di un terzo non sostengono gli esami finali (19). La popolazione scolastica riportata sul registro di quell’anno è nata fra il 1855 e il 1864; hanno quindi un’età compresa tra i 4 e i 12 anni.

Questo l’elenco degli allievi iscritti dal maestro Avondo:

Andornetti Carlo nato nel 1856, proveniente da Rua, frequenta tutto l’anno.  Si è meritato il 2° premio della 2^ sezione.

Anderi Eugenio, classe 1856, proveniente da Rua, frequenta tutto l’anno. Si è meritato il 3° premio della sezione superiore

Allegra Ernesto, 1863,da Frasso. Frequenta solo a febbraio , non sostiene gli esami.

Allegra Francesco, 1858, Frasso, da novembre a maggio,

Anderi Giuseppe, 1860, Scopello. Da nov a maggio.

Bodello Carlo, 1855, Scopello, da nov a gennaio, non sostiene gli esami.

Bisetti Giovanni, 1860, Scopello, da nov a mag, fa solo gli esami di metà anno.

Bora Giovanni, 1860, Scopello. Da nov a marzo. Solo esami di metà anno.

Belli Serafino, 1855, Pila. Da novembre ad aprile. Solo esami di metà anno.

Crolla Felice, 1860, Pila. Da novembre a maggio. Si è meritato il 1° premio della sezione inferiore.

Calligaris Giuseppe, 1855, Scopello. Da nov a febbraio. Fa esami di metà anno.

Cottura Pietro, 1856, Pila. Da nov a mag. Si è meritato il 3° premio della 2^ sezione.

Comola Giuseppe, 1855, Scopello. Da novembre a feb. Solo esami di metà.

Crosa Guglielmo, 1860, Scopello. Da nov a giugno.

Dazza Giuseppe, 1860, Scopello. Da nov a mag. Solo esami di metà anno.

Destefanis Giuseppe, 1860, Pila. Da nov a giugno. Si è meritato il 2° premio della sezione inferiore.

Destefanis Filippo, 1856, Pila. Da nov a giugno. Si è meritato il 4° premio della sezione superiore. Fratello di Giuseppe. Papà Pietro morto.

Duberti Giuseppe, 1859, Scopello. Da nov a giugno.

Ferraris Eugenio, 1855, Pila. Da nov a maggio. Si è meritato il 4° premio della II Sezione.

Ferraris Michele, 1854, Pila. Da nov a giugno. Si è meritato il 1° premio della sezione superiore.

Ferraris Pietro, 1859, Pila. Da nov a mag. Si è meritato il 5° premio della II sezione.

Gianotti Antonio, 1856, Scopello. Da nov a maggio. Si è meritato il 2° premio della 2^ sezione.

Gianotti Alessandro, 1860, Scopello. Da nov a febb. Morto.

Gianna Battista, 1858, Scopello. Da nov a maggio.

Goio Battista, 1857, Pila. Da nov a aprile. Solo esami di metà.

Gianotti Eugenio, 1857, Scopello. Fratello di Antonio. Da nov ad aprile. Solo esami di metà.

Goio Federico, 1857, Pila. Da nov a maggio. Si è meritato il 1° premio della II sezione.

Goio Giacomo, fratello di Battista, 1855, Pila. Da nov a aprile. Solo esami di metà.

Giano Lorenzo, 1854, Scopello. Da nov a Aprile. Si è meritato il 2° premio della sezione superiore.

Gianotti Giuseppe, 1862, Scopello. Da nov a maggio.

Lometti Giovanni, 1860, Scopello. Da nov a giugno. Si è meritato il secondo premio della seconda sezione.

Lesna ludovico, 1859, Scopello. Da nov a maggio.

Lesna Paolo, 1857, Scopello, fratello di Ludovico. Da nov a maggio.

Merlino Ambroggio, 1861, Pila. Si è meritato il 3° premio della sezione inferiore.

Mattasoglio Bernardo, 1864, Pila. Da nov a maggio.

Merlino Domenico, fratello di Ambroggio, 1855, Pila. Da nov a aprile. Si è meritato il 1° premio della sezione superiore.

Mutis Daniele, 1863, Scopello. Dic e gennaio.

Mattasoglio Giorgio, 1857, Pila. Da nov a maggio.

Mattasoglio Giorgio, 1860, Pila, fratello di Bernardo. Da nov ad aprile.

Mattasoglio Giovacchino, 1860, Pila. Fratello del primo Giorgio. Da nov a maggio.

Migliotti Giuseppe, 1857, Scopello. Da nov a maggio.

Migliotti Giuseppe, 1857, Scopello. Da nov ad aprile.

Novarina Antonio, 1853, Scopello. Da nov a maggio. Si è meritato il 4° premio della sezione superiore.

Negri Giovachino, 1854, Scopello. Da nov a febbr. Solo esame di metà anno.

Peretti Antonio, 1854, Pila. Da nov ad aprile. Solo esami di metà anno.

Peretti Domenico, 1859, Pila. Da nov ad aprile. Solo esami di metà.

Pareti Giovanni, 1860, Scopello. Da nov ad aprile. Solo esami di metà anno.

Sasso Giorgio, 1858, Pila. Da nov ad aprile.

Tarabola Battista, 1858, Scopello. Da nov a maggio solo esami di metà anno.

Topini Eugenio, 1856, Scopello. Da nov ad aprile. Solo esami di metà anno.

Topini Giuseppe, 1856, Scopello. Da nov ad aprile. Solo esami di metà anno.

Come si vede gli alunni provengono da Scopello e da Pila. I due comuni sono infatti ancora uniti sotto un unico municipio.

Anche se non sono conservati registri riguardanti la scuola femminile, da una lettera della maestra Virginia Pianazzi al Comune di Scopello, senza data, si può comunque evincere che, nel Comune, esisteva già in quel tempo una scuola riservata alle femminucce. Scrive infatti la maestra: d’anni 24 conta 6 anni di servizio, quattro nel Comune di Scopa collo stipendio di £.150, due in quello di Scopello coll’onorario di £. 150 pel 1° anno e di £. 200 pel 2°. Fu autorizzata all’insegnamento elementare inferiore con dichiarazione del Signor Provveditore agli studi della cessata provincia di Valsesia in data 4 aprile 1856, 5 marzo e 3 ottobre 1858, 29 ottobre 1859 e finalmente ha ottenuto la patente locale dal Signor  Regio Ispettore della Provincia di Novara in data 25 maggio 1860. Il numero massimo delle alunne fu di 50 ed il minimo di 34.

Possiamo quindi supporre che, almeno dagli anni Ottanta del 1800, a Scopello fosse attiva anche una scuola destinata alle bambine, nella stessa età dei maschi.

Altre due maestre scrivono al comune nell’agosto 1885 per offrire la loro disponibilità ad insegnare, Teresa Pianazzi, che si dichiara dimissionaria per circostanze particolari nell’anno precedente e richiede di essere benignamente accolta dalle autorità, e Giuseppina Pareti, che propone la sua domanda avendo inteso essere vacante la carica di maestra elementare di questo comune.

Certo salta subito all’occhio la differenza di stipendio fra maestre e maestri, nonostante si possa supporre che conseguire la patente per l’insegnamento non comportasse diversità di esami e impegno fra i sessi.

Nell’anno 1886 si legge della nomina del maestro comunale in un atto redatto dal Consiglio Comunale ed anche la riunione avviene nella sala consigliare del Comune stesso. Il Consiglio generale delle Comunità di Scopello, Pila e Failungo Inferiore delibera: (…)successivamente ancora incaricano detti Signori Sindaci e Consiglieri a dover far riordinare la pubblica scuola di questa Parrocchia in buono stato mediante ove d’uopo la nomina di un nuovo maestro prelevando anche le Lire duecento imperiali sovra la coadiutoria destinate per detta scuola che si debba principiare annualmente passata la prima domenica dopo la festa de Santi e debbasi tenere tre ore alla mattina e tre alla sera nei giorni scolastici e il tutto a norma del testamento de fu signor erettore Prevosto Giuliani.

In quell’anno la scuola maschile, fu condotta dal maestro Achille Fossati, regolarmente munito di patente di Maestro elementare, nominato dal Comune con delibera del 2 novembre; il Fossati sostituì il maestro Curta Lodovico, dimissionario.

In quegli ultimi anni del 1800 la densità della popolazione di Scopello e Pila rimane sostanzialmente stabile e i bambini e le bambine che frequentano la scuola sono sempre di più: un po’ perché i genitori si rendono conto poco a poco dell’importanza del saper leggere, scrivere e far di conto, e un po’ perché l’autorità centrale del Regno continua a spingere per la promozione dell’alfabetizzazione e i bambini vengono accolti a scuola dai 6 fino ai 14 anni, come si legge nei frontespizi dei registri, ripetendo più volte gli stessi anni scolastici, ma sempre approfondendo le proprie capacità. I locali da sempre adibiti a scuola si trovano presso la casa parrocchiale, per la scuola femminile, e in Via Ronco, l’attuale Via De Giuliani, per quella maschile. Sul finire del secolo, Sindaco e Consiglieri si rendono conto dell’esigenza di nuovi locali e cominciano ad adoperarsi per la costruzione di un nuovo edificio scolastico che viene pensato, progettato ed infine realizzato ampliando lo stesso edificio comunale che, all’epoca, si trovava sul sagrato della Chiesa dove oggi è ancora ubicata la scuola dell’infanzia e la mensa delle scuole scopellesi.

 

municipio 1900

Scopello, inizio sec. XX: l’edificio comunale deve essere ancora ampliato per l’inserimento dei locali scolastici

Si legge nel verbale del Consiglio Comunale di Scopello  tenutosi sotto la presidenza del Sindaco Pietro Destefanis il 9 Gennaio 1887 per deliberare la costruzione di un nuovo edificio scolastico: “ritenuto che il Comune difetta assolutamente di locali scolastici; che invero per diversi anni ha dovuto ricorrere all’affitto di una stanza per la scuola femminile; che la camera occupata dalla scuola maschile al pian terreno della casa d’abitazione del Coadiutore, per mancanza di luce ed aria, e per l’abbondante umidore, emergente dalle pareti, venne mai sempre dichiarata inadatta dai R.R. Ispettori Scolastici, i quali tutti nelle loro relazioni di visita eccitarono l’amministrazione Comunale al trasloco della medesima da quel luogo; che identici eccitamenti vengono fatti in merito al locale inserviente all’Asilo Infantile, istituito e sovvenuto dai compianti Goio e Migliotti, (locale la cui perpetua provvista è obbligatoria pel Comune, in forza della deliberazione 25 ottobre 1885), che ora consiste in una camera posta nella casa comunale, le cui pareti verso sud ed ovest non sono suscettibili di aperture, perché danno nella roccia, e lasciano che scarsa luce ed aria abbiano adito dall’uscio d’entrata praticato nel muro verso est, e dalle due finestre esistenti nella parete verso nord; che d’altronde in numero dei bambini (58) i quali usufruiscono della pia istituzione è superiore alla capacità dell’area del locale;”

scuole e municipio anni 60

Edificio delle scuole nel 1960

Da quest’atto si deduce, di conseguenza che, fin dalla fine del 1800, era anche stata attivata l’istituzione dell’asilo infantile, voluto e sostenuto da due pregevolissimi concittadini, i signori Goio e Migliotti, l’uno per l’istituzione e il pagamento dello stipendio delle assistenti, l’altro per il sostegno della mensa pubblica annessa all’asilo, a cui furono di seguito intitolate due strade del paese, così come un’altra fu intitolata al prevosto De Giuliani, fondatore della prima scuola pubblica del paese. Il segretario comunale che redisse l’atto fu il maestro Pietro Michele Barisonzo,  classe 1858, che probabilmente fece pressioni e richieste con fervore sempre crescente per le tragiche condizioni in cui si trovava ad operare. Fu infatti maestro a Scopello per decine di anni nella scuola maschile, mentre alla scuola femminile, anch’essa per tanti anni, prestò servizio la moglie, maestra Festa Aurelia. La maestra Festa si trova proprio al centro della foto più antica della scuola di Scopello che si sia recuperata finora, risalente, con ogni probabilità al 1895. E’ vestita con abiti normali, mentre in foto successive appare con indosso il tradizionale costume di Scopello. Le bambine posano sedendosi o stando in piedi sui tradizionali vecchi banchi di scuola in legno, posti all’esterno del municipio per l’occasione.

Scopello fine 800 Scuola Femminile

Scuola femminile di Scopello, 1895

In un altro atto del 1894 si evince che gli insegnanti in servizio a Scopello erano  loro: il maestro Barisonzo, nato a Nonio, conduceva la scuola maschile di grado inferiore, categoria rurale, con le classi dalla prima alla terza; la maestra Festa, classe 1871, proveniente da Crevola,  conduceva la scuola femminile di grado inferiore, categoria rurale, fino alla terza classe. Le scuole erano infatti classificate in due categorie: urbane e rurali. Queste poi erano suddivise in maschili e femminili con le classi 1^ inferiore e superiore, 2^ inferiore e superiore, 3^ inferiore e superiore, occupando così almeno sei anni di vita dei piccoli frequentatori, che però, in genere, si fermavano anche per qualche periodo in più, soprattutto le femminucce indossano begli abiti, sono ben acconciate, qualcuna porta anche una collanina; in basso sono le più giovani e in alto le bambine più grandicelle, certamente di un’età superiore ai 10 anni, che indossano già il costume. Dei teneri volti abbiamo dato un nome a tre bambine: Pia Bertoli, Ada Bertoli, Valentina Anderi.

Nei registri dell’ultimo anno scolastico del secolo (1899-1900) sono registrati 68 frequentanti maschi e, possiamo supporre un numero vicino per le femmine, con una popolazione scolastica approssimativa intorno alle 100 unità e la decadenza totale dell’analfabetismo, definitivamente sconfitto in paese. I numeri variano molto da un anno all’altro ma ciò è probabilmente da imputare anche ai movimenti migratori occasionali e ai lavori cui erano destinati i piccoli scopellesi che produceva una frequenza altalenante della scuola, pur garantendo a tutti un minimo di frequenza e l’adeguamento ai minimi richiesti dall’obbligo scolastico del Regno.

Scuola primi novecento

Bambini delle classi maschili, primi anni del Novecento

Il primo Novecento

In quest’altra foto, presumibilmente databile all’inizio del XX, sono invece allineati su 5 file, i maschietti. Non è presente il maestro ma anch’essi si distinguono per l’atteggiamento adulto, la compostezza, i begli abiti con gilet, giacca e pantaloni lunghi, indossati probabilmente proprio per l’occasione della foto, o per una giornata importante che richiedeva un abbinamento consono e in cui, fortunatamente, fu scattata anche la foto.

Scuola 1901

Presumibilmente del 1901 è quest’altra foto della popolazione scolastica femminile scopellese in cui la maestra Festa appare ritratta a destra; la ragazzina sulla sinistra è …. Giano, classe 1888, che, come ricorda la figlia, Lucia Giano “in questa foto ha 13 anni e andava a scuola ad aiutare la maestra Barisonzo”.  In questa foto, scattata sul sagrato della chiesa di fronte al portone del Municipio, sono ritratti bambini e bambine molto piccoli, probabilmente frequentanti i primi anni di scuola; forse la maestra Festa già insegnava ai bambini più piccoli nonostante le scuole, maschile e femminile, fossero separate sui registri.

Il maestro Barisonzo e la maestra Festa continuano la loro opera come insegnanti a Scopello per molti anni, fino al secondo decennio del Novecento. Percepiscono uno stipendio annuale che è loro versato dal Comune stesso. Nel 1903 le due scuole erano state classificate di 2^ categoria. Ma, in seguito a nota del Sindaco del Settembre 1904, vennero riassegnate alla classe 3^ cui appartenevano fin dal 1800, come loro competente. Per la detta classificazione in 2^, ai maestri non vennero elevati gli stipendi. Essi non lo pretesero e non lo pretendono come è detto anche nella indicata nota 5 Settembre 1904. Scopello, 28 Novembre 1908. In questa notazione gli insegnanti riportano anche la cifra della loro remunerazione: lo stipendio del Maestro Barisonzo cominciò a decorrere dal 1° Novembre 1877. Il primo aumento del decimo decorse dal 1892 di £ 70; il secondo nel 1906 in £ 70; il terzo nel 1906 in £ 70. Lo stipendio è così costituito: £ 900 + 70 + 70 + 70= £ 1110. Lo stipendio della Maestra Festa cominciò a decorrere dal 1^ Novembre 1891. Il primo aumento del decimo decorre dal 1898 in £. 56; il secondo dal 1905 in £ 56. Lo stipendio è quindi così costituito: £ 750 + 56 + 56 = £ 862. Nonostante gli errori di trascrizione negli anni degli aumenti, anche qui, è assolutamente rilevabile la differenza sostanziale fra i due stipendi, ben lungi dal derivare dall’anzianità di servizio, ma da attribuirsi, senza ombra di dubbio, alla differenza di genere fra i due insegnanti, il cui lavoro era differentemente quotato e valutato, nonostante fosse pressoché identico.

Fin dalla fine dell’Ottocento, come si è già visto, i due coniugi si adoperarono sempre per migliorare le condizioni della scuola e la costruzione del nuovo edificio scolastico e l’opera venne portata a compimento nel primo decennio del Novecento. Il 20 Novembre 1904 il Consiglio Comunale decretò l’acquisto del terreno dai legittimi proprietari. “Ritenuto che i proprietari del terreno medesimo Sig.ri coniugi Genesio Carlo ed Erminia si dichiarano disposti (trattandosi dell’interesse e bene pubblico) a cedere l’occorrente terreno, stato loro richiesto, per la somma di £. 500; ritenuto che il chiesto prezzo è davvero equo, poiché le località fabbricabili della specie, per lo sviluppo, che da qualche anno va prendendo il Centro di questo Comune, quale luogo di villeggiatura alpina, vanno a ruba a prezzi anche superiori. Delibera di acquistare pel prezzo di £. 500 la pezza terra prato sottostante al palazzo comunale al fine di ampliare il palazzo medesimo.” L’ampliamento dell’edificio posto sul sagrato comunale ha infatti luogo e la scuola vi viene trasferita interamente nel 1909.

Nell’anno scolastico 1914-15 le scuole diventano ufficialmente miste: la maestra Festa si occupa delle classi I e II e il maestro Barisonzo delle classi III e IV: mettendo insieme le forze aumentano le possibilità e quindi, viene istituita la nuova quarta classe elementare. Dalla fine dell’Ottocento il corso scolastico elementare aveva subito alcuni cambiamenti che si possono leggere sul frontespizio dei registri scolastici: In Italia potevano essere istituite scuole con due corsi: il corso inferiore che prevedeva 3 classi dalla 1^ alla 3^, ed il corso superiore con altre 3 classi dalla 4^ alla 6^. I bambini potevano essere iscritti ad ognuna di queste classi indifferentemente dall’età che avevano, purché fra i 6 e i 12 anni compiuti. Alla fine di ogni classe, sostenendo un esame, potevano passare alla classe successiva e così fino all’ultima classe istituita nel loro paese. In un paese come Scopello, in cui le classi erano allora fino alla 4^, i bambini, una volta sostenuti tutti gli esami, potevano continuare a frequentare la scuola per apprendere qualcosa in più, per tenerli occupati nei mesi invernali in modo proficuo e lasciare più libere le famiglie, sempre a condizione che fossero gli insegnanti ad accettarli in classe. E questo puntualmente avveniva, dobbiamo supporre, perché probabilmente erano i ragazzi più grandicelli ad aiutare gli insegnanti stessi nello svolgimento del loro compito, in classi così numerose come erano quelle dei paesi di montagna. Nell’anno scolastico 1914-1915 i bambini iscritti sono infatti 73 : 35 nelle classi I e II con la maestra Festa e con un’età compresa fra i 6 e i 12 anni, e 38 nelle classi III e IV con un’età fra gli 8 e i 12 anni. I ripetenti sono 16 in I/II e 17 in III/IV, con una buona conferma di tutto quanto abbiamo prima supposto.

La lettura dei registri scolastici delle iscrizioni  di questi anni, è molto interessante anche per scoprire altre informazioni riguardanti il paese, la società scopellese e le sue attività. Ad esempio vi si possono leggere le professioni dei padri: muratore, bracciante, falegname, fabbro ferraio, ombrellaio, calzolaio, panettiere, segantino, vetturale, ufficiale postale, gessatore, scalpellino, bottaio, macellaio, ramaio, conducente, carrettiere, pittore, cantoniere: una varietà notevole per un paese rurale con una prevalenza di impieghi artigiani condotti nel paese stesso, o con una piccola attività ambulante verso i paesi limitrofi.

L’Opera Pia De Giuliani, ancora attiva, interviene per l’acquisto e la fornitura ai meno abbienti di quaderni e materiale didattico.

Dopo la morte del maestro Barisonzo, al suo posto arriva la maestra Nicolina Bacchetta Barone e, successivamente, la maestra Susanna Delzanni, nativa di Scopello e che a Scopello rimarrà per molto tempo, divenendo nel 1920 la signora Lorenzi, moglie di Camillo Lorenzi, stuccatore di Scopello. Dal 1926 copre una cattedra della scuola di Scopello anche un’altra insegnante molto ricordata, la maestra Angela Prete.

Il Ventennio fascista

Di questo particolare periodo storico molte sono le fonti documentarie a cui si può fare riferimento per capire in modo più approfondito il mondo della scuola scopellese, sia perché furono intensificati controlli e registrazioni degli insegnanti stessi, sia perché aumentarono le visite ispettive da parte dei Provveditorati, per potersi assicurare che la propaganda del Regime funzionasse a dovere.

1922-1923 anno scolastico con testo

Al centro la maestra Susanna

Il  calendario scolastico dell’a.s. 1925-1926 prevedeva che la scuola iniziasse ad ottobre, con una prima settimana dedicata alle iscrizioni e l’inizio vero e proprio dalla seconda settimana del mese. Si tenevano tre ore di scuola la mattina dalle 8.30 alle 11.30 per dare modo agli studenti di rientrare a casa per il pranzo e tre il pomeriggio, dalle 13 alle 17, perché non fosse troppo buio nella stagione invernale durante il ritorno a casa. Non vi era scuola il giovedì. La prima settimana di giugno si svolgevano gli esami. A quei tempi, per insegnare, i maestri dovevano prestare giuramento come fece appunto la maestra Prete il 15 febbraio 1929: “Giuro che sarò fedele al Re ed ai suoi Reali successori; che osserverò fedelmente lo Statuto e le altre leggi dello Stato, che non appartengo e non apparterrò ad associazioni o partiti la cui attività non si concilii con i doveri del mio ufficio; che adempirò ai doveri stessi con diligenza e con zelo, inspirando la mia azione al fine di educare i fanciulli affidatimi al culto della Patria ed all’ossequio alle Istituzioni dello Stato”.

Delle due maestre citate, in archivio sono conservati due atti, suggestivi ed interessanti relativi all’anno scolastico 1928-1929 che riporto integralmente.

Cronaca ed osservazioni dell’insegnante sulla vita della scuola.

Classe 1^ e 2^ miste. (maestra Angela Prete)

1 ottobre        Eccomi a scuola per le iscrizioni. Come mi par bella la mia aula pulita ed ordinata, arieggiata e soleggiata! Vi si troveranno bene anche i miei scolaretti!

4 ottobre        Adunanza a Scopa dei Soci della Società Giordani “Biblioteca Insegnanti dell’Alta Valsesia”. Essa fu presieduta dall’ottimo nostro sig. Ispettore Agabio. Poiché non un socio intervenne all’adunanza, la riunione restò in realtà di soli insegnanti. Che bella giornata! Abbiam pregato il nostro buon Superiore a riunirci altre volte. Quanti consigli ci necessitano perché la nostra scuola possa dare ottimi risultati! Ed il nostro buon Ispettore promise di appagare, assai presto, questo nostro unanime desiderio. Grazie.

5 ottobre        Primo giorno di lezione. Purtroppo non tutti gli inscritti sono presenti. Molti sono ancora sugli alpi colle famiglie dedite alla pastorizia. Che peccato!

15 ottobre      Tutti gli alunni sono oggi presenti. Che scolaresca numerosa. Come sono pigiati nei banchi poveri piccini! Pazienza fra poco, spero, le classi saranno divise ed allora vi troverete bene e imparerete tanto! Ne son sicura. I vostri visi allegri e gli occhietti intelligenti me lo danno a sperare.

17 ottobre      Altri due scolaretti si son fatti inscrivere alla mia scuola. Vengono dalla vicina frazione di Ramello di Scopa. Ed ora ho 38 alunni da istruire ed educare. 20 in prima e 18 in seconda. Che gioia! Siate buoni e studiosi piccini, e passeremo un buon anno scolastico assieme! Quante soddisfazioni per voi e per me!

22 ottobre      Questa mattina entrò in classe l’Ufficiale sanitario. Che bell’oh di meraviglia fece! … Soddisfatto lodò ed incoraggiò gli scolaretti a presentarsi sempre a scuola puliti ed ordinati. Ed i bimbi promisero.

27 ottobre      Per la celebrazione della Marcia su Roma, dopo ripetute spiegazioni e richiami durante la settimana, le quattro classi unite, oggi cantarono il bell’Inno Imperiale e la canzone dei Balilla. Che bel coro di voci argentine! Peccato che lo scrosciare della pioggia non abbia permesso a certi bimbi di deporre al Monumento i bei fiori che essi hanno portato pei poveri Caduti.

31 ottobre      Che tempaccio oggi! Pioggia a dirotto tutto il giorno. Eppure non un insegnante della Direzione Didattica di Scopa, mancò alla riunione tenutasi a Campertogno. Il nostro ottimo Sig. Ispettore ne fu soddisfatto. I suoi numerosi e saggi consigli ci saranno di guida sicura nella difficile missione. Grazie.

2 novembre   Finalmente, oggi, per gentile concessione del Sig. Ispettore posso sdoppiare le classi. Che sollievo! Anche gli scolaretti si son trovati meglio ed han promesso di essere buoni e studiosi.

4 novembre   Per la commemorazione della Vittoria che bel corteo s’è fatto. Banda musicale, autorità, pompieri, balilla, avanguardisti, premilitari, scuole, popolo, tutti tutti parteciparono con entusiasmo alla grande dimostrazione. Si assistette con divozione alla S.Messa pei poveri soldati morti in guerra. Si andò quindi al Monumento ai Caduti dove, dopo le Esequie e fatto l’appello ai poveri Morti, ci fu letto il Bollettino della Guerra e quello  della Vittoria. Le scolaresche cantarono una breve canzoncina e la banda suonò il “Piave”.

3 novembre   Oggi ho letto e spiegato ai piccoli miei scolaretti il Messaggio del Duce. Quante opere pubbliche inaugurate. Esse rivelano la fede, la forza e il lavoro fascista. “Siamo riconoscenti, bambini, e cooperiamo in quanto ci è possibile”.

24 novembre Si sta preparando per la visita pastorale. La piccola Lometti, alunna di 2^ classe reciterà a Monsignor Vescovo una breve poesia d’occasione. Spero che anche alla presenza della popolazione e dei Superiori la reciterà con spigliatezza e sentimento. La recita così benino ora…

1 dicembre    O’ parlato oggi ai miei scolari dell’On. Ricci, l’amico, il protettore dei fanciulletti d’Italia. Essi, compresi dal sentimento di gratitudine, avrebbero voluto, tutti, inviargli la letterina di augurio e di ringraziamento. La letterina è stata fatta da tutti i fanciulletti e fanciullette di seconda, ma due sole sono state spedite alla Direzione didattica e ciò secondo l’ordine ricevuto.

22 dicembre  Oggi ho distribuito, anche ai piccini di prima la breve letterina d’augurio ai genitori. Letterina scritta con la massima attenzione. Che felicità poter mostrare ai cari parenti, che a scuola già hanno imparato a scrivere ed a leggere benino. Anche la poesia la recitano bene. Con che ansia, tutti, attendono il bel giorno di natale!

29 dicembre  Anche stamane la scolara Carla Corda si presentò alla scuola in ritardo… ma trovò la porta chiusa. Seppi che rincasò piangendo. Il severo castigo servirà di certo.

2 gennaio      Che bel presepio ànno ammirato i miei piccini stamattina. La capanna in legno verniciato sul tetto della quale un grazioso angioletto annuncia ai pastori la nascita del Messia tanto aspettato! Entro alla capanna Gesù Bambino nella greppia. Belle sono le statuette rappresentanti la Madonna, S. Giuseppe, i pastori! E le pecorelle, le caprette pascolanti sul muschio e custodite dai cani! Il grazioso presepio à formato davvero l’ammirazione degli scolaretti piccini e grandi. Dina s’è provata subito a disegnarlo. Dante, invece l’à descritto in un componimento.

6 gennaio      Befana fascista. Nel pomeriggio e dopo le funzioni religiose, le scolaresche di Scopello e Pila si unirono ai Balilla ed Avanguardisti e si recarono in corteo, musica in festa, nel salone Corda. L’ampia sala, decorata di tricolori, stipatissima di autorità e popolazione, risuonò fino a sera di canti, di inni, di graziose poesie recitate da Balilla, Piccole Italiane, scolaretti, porgendo auguri, baci e fiori. Quanta gioia! Negli intervalli del saggio, furono distribuiti dolci a profusione e vino. Il Segretario politico ringraziò a nome del Comitato, delle scolaresche specialmente per i 33 bimbi più bisognosi beneficiati ciascuono con un buono per acquistare indumenti. La bella festicciola terminò coll’inno dei Balilla, cantato dalle voci argentine di tutta la scolaresca nella piazza principale del paese.

13 gennaio    Anche alle onoranze tributate ai neo Cav. Benvenuto Gianoletti e Don Attilio Canavese i nostri scolaretti, parteciparono. Con che gioia essi recitarono le brevi poesie imparate e cantarono i bei inni patriottici. Infine godettero poi il buon vino bianco offerto loro dai festeggiati.

22 gennaio    Quanti scolaretti mancano in questi giorni alla scuola. Nientemeno che 15 oggi. Poverini! Sono tutti ammalati di bronchite.

5 febbraio      Oggi sono tutti presenti alle lezioni. 39! Come sono contenta! Sono tornati lieti alla scuola i miei tesoretti, desiderosi di imparare nuove cose. Ma, poveri piccini, ànno ancora la tosse e così insistente…

13 febbraio   Ieri, ultimo giorno di Carnevale, i quotidiani annunciarono la conciliazione tra Chiesa e Stato. Oggi, acquistata la “stampa” abbiamo dato ai nostri alunni ben chiare spiegazioni sul grande avvenimento. Di cuore si è gridato: Evviva il Fascismo. Evviva il Duce. Evviva il Papa!

17 febbraio   A dimostrare il profondo giubilo per l’avvenuta Conciliazione tra Stato e Chiesa, oggi, al vespro, Autorità, Premiliti, Balilla, Piccole Italiane e scolaresche si recarono in Chiesa a cantare solennemente il Tedeum. Gli scolaretti, colla Bandiera Nazionale portarono anche quella bianca e gialla rappresentante lo Stato Pontificio. Il buon Dio benedica sempre questa nostra Italia tanto bella e cara!

22 febbraio   Quale gradita sorpresa! S.E. il Prefetto, fu stassera a visitare la nostra scuola. Non solo gli scolaretti furono confusi per tanto onore, ma anche l’insegnante. L’ottimo Capo della Provincia accarezzò diversi piccini, chiese a parecchi il loro nome e volle sapere, come mai, una bambina si trovasse a scuola malgrado avesse una guancia assai gonfia e fasciata. Ascoltò volentieri la breve lettura fatta da un bambino di 1^ classe e s’allontanò da noi sorridendo a tutti ed incoraggiando a compiere ciascuno il proprio dovere.

10 marzo       Oggi si diede principio alle lezioni d’igiene alle madri di famiglia. Soddisfacente fu l’intervento. Esse ascoltarono attentamente la lettura fatta per turno dalle insegnanti e le delucidazioni. Uscirono dalla scuola soddisfatte promettendo di ritornarvi.

17 marzo       Causa l’influenza che prende vasto campo in paese, non si ebbe stavolta, alla lezione d’igiene gran numero di ascoltatrici. Pazienza!..

19 marzo       Oggi si ebbe la gradita visita del nostro buon superiore. Nella sua conferenza, l’ottimo Sig. Ispettore ci invitò ad essere propagandiste per il buon esito delle elezioni plebiscitarie. Noi insegnanti, comprese del nostro dovere di fasciste, già ci adoperammo presso parenti e conoscenti. Ma la nostra opera continuerà ancora pel bene della Patria amata, e per riconoscenza al grande Homo. Il Sig. Ispettore parlò altresì della Mutualità scolastica, istituzione che già aveva a Scopello un grande sviluppo, e delle Piccole Italiane.

22 marzo       All’Albergo Reale ci fu stasera una conferenza. Parlarono con ardore e convinzione l’Egregio Ispettore di Zona Egidio Gilodi e l’Avv. Balozzini. Noi pure, insegnanti ci fu permesso di entrare nel salone coi numerosi elettori. Uscimmo poi soddisfatti e ben auguranti al buon esito del plebiscito. Tutti gli scopellesi accorreranno alle urne domenica, non c’è dubbio.

24 marzo       Non un elettore mancò al dovere. Viva Scopello. Sempre e tutti per il Duce, per il Re, per la bella e grande nuova Italia!

27 marzo       E’ la vigilia delle vacanze pasquali. I bimbi sono irrequieti. Hanno bisogno un po’ di svago. Assegnati loro i brevi e facili compiti, ci salutiamo caramente, con la sincera promessa di rimetterci poi volentieri allo studio e far grande profitto.

3 aprile          Eccomi di nuovo in classe coi miei frugoli. Ma ahime, non tutti sono presenti alle lezioni. Diversi sono ammalati di pertosse. Come sono spiacente di ciò…

4 aprile          L’Ufficiale Sanitario entra in scuola ed ordina l’immediata chiusura delle scuole per una decina di giorni, cioè dal 5 al 15 aprile, (compreso l’Asilo Infantile), onde evitare il diffondersi maggiormente della malattia infettiva. Saranno altresì disinfettate ed imbiancate le aule. Queste continuate vacanze saranno senza dubbio di danno gravissimo ai miei scolaretti, ora così ben avviati allo studio! Chissà se riuscirò ugualmente a svolgere l’intero programma didattico?

Dal 5 al 13 aprile Nei pomeriggi di ogni giorno, prove per le recite che si faranno per la Celebrazione del pane. In ciò noi maestre siamo coordinate (pel canto) dal buon Sig. Prevosto.

14 aprile        I piccoli nostri attori rappresentarono assai bene la loro parte e si meritarono ripetuti applausi dal pubblico uditorio accorso numeroso. Bravi, scolaretti, avete così dimostrato la vostra gratitudine per chi tanto lavora per voi…

21 aprile        Leva Fascista. O.N.B. anche noi insegnanti, dopo la cerimonia fummo invitati nel grande salone dell’albergo Reale per uno spuntino. Là i nostri cari scolaretti cantarono ripetutamente diversi inni patriottici. Come si dimostrò soddisfatto l’ottimo presidente dei Balilla!

25 aprile        Oggi si celebra l’annuale Festa degli Alberi. La cerimonia si svolse anche questa volta nel Parco della Rimembranza alla presenza delle Autorità locali, dei Carabinieri, delle Guardie Forestali. La festa ebbe termine con una abbondante merenda gustata da tutti i presenti.

10 maggio     Lo scolaretto Guido Deambrogi anche oggi è assente dalla scuola senza regolare motivazione. Ciò mi spiace. Solleciterò i genitori del fanciullo a compiere scrupolosamente il loro dovere e ciò lo farò a mezzo del Sig. Podestà.

24 maggio     La storica data della nostra entrata in guerra venne celebrata con il corteo dei nostri scolaretti che deposero mazzi di fiori al Monumento dei Caduti e con il canto di inni patriottici.

25 maggio     come sono irrequieti e svogliati oggi i miei scolari! Lo sono perché, essi pure, come me, sono stanchi stanchi… oppure perché ò dato loro la bella notizia di una prossima passeggiata scolastica?

 Classi 3^ e 4^ (maestra Susanna Delzanni)

1 ottobre        Siamo nuovamente a scuola per le iscrizioni. Le vacanze, quest’anno, sono state molto più lunghe del solito, ed ora, dopo tanto riposo, si deve lavorare con lena. L’aula è già in ordine e pare che attenda con impazienza gli ospiti che, quest’anno, saranno molti.

4 ottobre        Siamo andate a Scopa per partecipare all’adunanza dei Soci della Biblioteca Giordani. In verità è stata un’adunanza di insegnanti perché gli intervenuti erano tutti maestri.

5 ottobre        Primo giorno di lezione: trentasette inscritti, quest’anno! Sedici in terza e ventuno in quarta. Non avrò nemmeno banchi sufficienti. Non ci sono ancora tutti perché stanno ultimando i lavori di campagna e la raccolta della frutta Quante, quante cose da raccontarci in questo primo giorno di scuola.

31 ottobre      C’è stata un’altra ordinanza a Campertogno. Malgrado la pioggia torrenziale quasi tutti gli insegnanti sono intervenuti. Il R.Ispettore ha dato tante utili spiegazioni sull’insegnamento delle varie materie, così da rendere ben interessante la discussione. Il nostro superiore ci ha concesso di riordinare le classi, così, col mese di novembre insegneremo ad una classe al mattino ed all’altra al pomeriggio.

4 novembre   L’anniversario della vittoria è stato ricordato in forma solenne quest’anno. Un lungo corteo, seguito dalla musica del Paese, si è recato in chiesa per asistere alla funzione poi si è recato al Monumento a rendere omaggio alla memoria dei Caduti. I Balilla e le alunne (presto Piccole Italiane), dopo un breve discorso del Segretario Politico, hanno cantato una commovente preghiera. Sono cerimonie queste, che lasciano nell’animo di tutti il desiderio di diventare più buoni.

10 novembre Ho allontanato dalla scuola l’alunno Bono Pierino, perché colto da dermatosi contagiosa. Spero che la malattia non si diffonda perché il malato è stato subito allontanato appena la malattia si è manifestata.

25 Novembre Oggi giungerà Monsignor Vescovo che viene in parrocchia ad impartire la Santa Cresima. Come sono felici i bambini! Hanno imparato alcuni versi che reciteranno a Monsignore, offrendo fiori ed una graziosa canzoncina di benvenuto.

1 Dicembre    Ho parlato dell’onorevole Ricci, Presidente dei Balilla, e dell’assicurazione contro gli infortuni. Quale entusiasmo ha trovato nei piccoli la proposta di scrivere una letterina di ringraziamento al benefico onorevole. Ognuno avrebbe desiderato che la lettera scelta per essergli inviata, fosse la sua.

28 Dicembre Riaperte le scuole dopo le vacanze di Natale, è giunto l’ordine di fare il Presepio in classe. Mi è stato prestato un presepio dai minuscoli personaggi, ma dotato di tutto il necessario, è l’ho portato a scuola. Quale entusiasmo nei bambini! Non finiscono più di ammirare il piccolo Gesù, la Madonna, S.Giuseppe, l’Angelo che, sul tetto della capanna, canta: Gloria a Dio, il bue, l’asinello e i pastori.

6 Gennaio 1929 Il ricordo della Befana di quest’anno rimarrà certamente incancellabile nella mente degli alunni delle scuole di Scopello. Il Comitato Pro Befana Fascista, composto dalle Autorità politiche e civili del paese e dalle insegnanti, potè distribuire, mediante il volenteroso concorso finanziario della popolazione, dolci e vino a tutti gli alunni di Scopello e di Pila e ai Balilla di Scopello, Pila, Piode. Inoltre, ai bambini poveri, venne distribuito un buono di lire sette ciascuno, buono da spendersi in generi alimentari di prima necessità o in vestiario. La festicciola si svolse tra l’entusiasmo della popolazione e dei bimbi, alcuni dei quali recitarono poesie di ringraziamento.

15 gennaio    Ci è giunto l’ordine di riunire nuovamente le classi. Stamani sono già insieme, alunni di terza e di quarta. Non ho posto sufficiente per tutti e sarò costretta a ordinare nuovi banchi.

10 febbraio   Il Podestà ha riunito le autorità civili, politiche e religiose per decidere in che modo celebrare la festa del pane che avrà luogo in aprile. Si è combinato di far recitare ai Balilla e alle Piccole Italiane i tre episodi: Pane nostro.

13 febbraio   Ho parlato ai miei alunni della Conciliazione tra lo Stato italiano e la Santa Sede e ho letto loro il giornale. I ragazzi si sono molto interessati del grande avvenimento che ha portato così grande soddisfazione in tutti gli italiani.

22 febbraio   Che sorpresa! S.E. il Prefetto di Vercelli ha onorato le scuole di Scopello di una Sua visita. Accompagnato dal Segretario Politico, dal vicepresidente dei Balilla e dal Parroco, è giunto nelle nostre scuole verso la fine della lezione pomeridiana, facendoci una vera improvvisata. Si è interessato di tutti gli alunni, ma specialmente degli orfani di guerra, ha complimentato un ragazzo che aveva illustrato con un disegno la Conciliazione tra Stato e Chiesa, ha raccomandato a tutti di volersi bene e di essere buoni e poi se ne è andato lasciando negli alunni il desiderio di un’altra Sua visita.

10 marzo       Abbiamo iniziato le…

e la II Guerra Mondiale

Una delle prime opere del periodo fascista è l’istituzione degli asili infantili anche nel mondo rurale. Negli anni Venti aprono infatti le porte gli asili comunali di Scopa, Scopello e Pila. Se gli altri asili chiuderanno i battenti poco dopo la metà del Novecento, Scopello rimarrà invece aperto fino ai giorni nostri, con quelli di Alagna e Boccioleto.

Le maestre che conducono prevalentemente le classi di scuola elementare di Scopello sono la maestra Angela Prete e la maestra Susanna Delzanni Lorenzi, poi il maestro Luigi Fogliato. Si registrano anche i nomi di altri insegnanti per periodi più brevi: Nicolina Bacchetta Barone, Mariuccia Ferro, Maddalena Santello, Rosa Ravetto Rey, Umberto Sacchi, Fausta Galante. Nel ventennio fascista l’opera di divulgazione e propaganda politica delle scuole è molto forte: le scuole sono fornite di radio e i maggiori avvenimenti nazionali sono ricordati e festeggiati anche nelle classi con cadenza quasi settimanale. Il Paese è reduce da una grande guerra finita con una vittoria ma anche col dramma dei Caduti. L’amore per la Patria e l’esaltazione delle figure al comando del Paese, sono i momenti più significativi ricordati sui registri dalle maestre:

27 Ottobre – Per la celebrazione della Marcia su Roma, dopo ripetute spiegazioni e richiami durante la settimana, le quattro classi unite oggi cantarono il bell’Inno Imperiale e la canzone dei Balilla. Che bel coro di voci argentine! Peccato che lo scrosciar della pioggia non abbia permesso a certi bimbi di deporre al Monumento i bei fiori che essi hanno portato pei poveri Caduti.

3 Novembre – Oggi ho letto e spiegato ai piccoli miei scolaretti il Messaggio del Duce. Quante opere pubbliche inaugurate! Esse rivelano la fede, la forza e il lavoro fascista. Siamo riconoscenti, bambini, e cooperiamo in quanto ci è possibile”. (Anno scolastico 1928-29 M.a Angela Prete).

Le classi erano talmente numerose che gli insegnanti ottennero, a volte, dall’Ispettorato dell’Istruzione di sdoppiarle: una classe andava a scuola la mattina e l’altra al pomeriggio. Nell’anno scolastico 1929-1930 gli scritti totali erano infatti 70, 73 nel 1936-37, fino ad 80 nel 1943-44.

Nel 1929 viene fondato il Patronato per la scuola che si occupa dell’acquisto di materiale didattico ed arredi necessari all’insegnamento. I bambini vanno a scuola ormai tutti finché nel 1938-39 viene istituita a Scopello la classe quinta che raccoglierà anche i bambini di Pila, Piode e Scopa che hanno frequentato nei loro paesi fino alla quarta.

Negli anni della guerra, dal 1943, accanto ai bambini del paese, classificati di condizione povera, discreta, buona, appaiono i nomi dei figli degli sfollati, di condizione ricca: interessante sarebbe approfondire come fu l’incontro fra due mondi di fanciulli così diversi. Gli sfollati a Scopello iscritti nel 1944 furono 17, più una maestra, Maria Romero Anderi, sfollata da Milano anche lei. Anche il maestro Luigi Fogliato, che arriva ad insegnare a Scopello alla fine degli anni Trenta, è richiamato alle armi e lascia la cattedra per due anni, ritornando nel Dopoguerra. Gli anni del Ventennio e del II Conflitto Mondiale sono molto ricchi di documenti ufficiali e circolari. Anche le Ispezioni alle scuole si ripetono con frequenza e interessanti sono le relazioni degli Ispettori. Nelle aule scolastiche c’è la radio, vi sono cartine geografiche e sussidi didattici per l’insegnamento di scienze, geografia, cultura fascista, ciò che riguarda l’Africa Italiana e altre nozioni varie. Si fa l’orto scolastico e c’è la bibliotechina con 237 libri. Durante la guerra gli alunni organizzano raccolte di lana, carta, rottami, confezionano piccoli indumenti per i soldati al fronte.

Il secondo Dopoguerra

Nel secondo Dopoguerra a Scopello si registra il maggior decremento numerico della popolazione scolastica di tutti i 150 anni presi in considerazione. Se infatti il numero degli alunni è andato progressivamente crescendo fino al 1900, raggiungendo la totalità degli obbligati iscritti, con un numero medio di alunni tra i 50 e gli 80 fino al 1944, dal 1946 si registrano numeri sempre più bassi: 50 alunni nel 1950, 41 nel 1955, 34 nel 1960, 22 nel 1970. In 15 anni a Scopello si passa da una scuola con cinque classi ad una pluriclasse unica. Il decremento così repentino della popolazione scolastica scopellese, corrisponde al decremento della popolazione valsesiana negli stessi anni, ma la causa di questo spopolamento non è soltanto l’emigrazione definitiva di alcune famiglie, ma anche un repentino cambiamento di mentalità nella società intera: le famiglie scelgono di avere un figlio solo,  si passa da un’economia famigliare rurale ed artigianale a un’economia industriale,  arriva la televisione.

Nel dopoguerra nasce l’Istituto Italiano di Statistica e cambiano e si moltiplicano i documenti e i registri. La scuola continua con l’orario di sempre, suddiviso in mattina e pomeriggio, con la settimana lunga ma il giovedì di vacanza. A fine anno si sostengono gli esami o gli scrutini, che vengono ripetuti anche in un’eventuale sessione autunnale.

Le materie scolastiche sono religione, educazione morale-civile e fisica, lavoro, lingua italiana, storia e geografia, aritmetica e geometria, scienze ed igiene, disegno e bella scrittura, canto. Nell’anno scolastico 46-47 la maestra Angela Prete insegna ancora a Scopello e scrive: “Sono riuscita ad avere un buon numero di promossi: dieci su dodici presenti agli scrutini. Questo ho potuto ottenere fermando dopo la lezione, gli alunni che nelle famiglie non avevano assistenza e dedicando loro una buona parte della sera. (…)Sarebbe necessaria nei centri più grandi, come Scopello, l’istituzione di una scuola di disegno per i maschi, perché in essi è innato il senso artistico e perché, con la possibilità di emigrare, la maggioranza si dedicherà ai lavori che richiederanno conoscenza del disegno. Per le ragazze sarebbe utile cosa l’istituzione di una scuola per l’insegnamento del puncetto. Solo più un esiguo numero di donne anziane sa ancora confezionare la bella trina tanto ammirata in questi ultimi giorni alla fiera campionaria di Milano.”

Il maestro Fogliato, che riprende servizio nella scuola dopo aver prestato servizio in guerra, invece scrive: “Chi appartiene alla tragica generazione che ebbe la giovinezza stroncata dalla prima grande guerra ed ha ora l’avanzata maturità sconvolta dalla bufera infernale, ed è passato attraverso l’amaro dopoguerra di una vittoria per sfociare in quello amarissimo d’una sconfitta, non ha parole di pacata comprensione né luci di speranza.”

L’assistenza post-bellica fornisce aiuti ai Comuni e alle scuole per ricominciare a vivere: grembiulini per la scuola, libri, quaderni, oggetti di cancelleria, generi alimentari gratuiti alla refezione scolastica. Dal 1952 cominciano le drastiche chiusure delle scuole valsesiane, prima nelle frazioni e poi nei centri minori.

Gruppo Scuola Scopello anno 1960

Scolaresca di Scopello, 1960

Dal 1980 ad oggi: le scuole di montagna verso il futuro

Dagli anni Ottanta del secolo scorso la chiusura dei piccoli plessi di montagna è storia quasi annuale. Nel 1933, solo nell’alta Valsesia, cioè da Balmuccia Ad Alagna e Carcoforo, si contano ben 23 plessi di scuola elementare; a Boccioleto e Riva Valdobbia, vi sono addirittura tre scuole aperte.

Quando il numero degli scolari comincia a farsi esiguo, i Comuni fanno fronte al problema mantenendo aperte le piccole sedi frazionali a proprie spese, poi, piano piano, si mantiene solo la sede del capoluogo, poi quelle dei centri maggiori dove confluiscono bambini anche dai paesi limitrofi. Così, dai 21 plessi ancora del 1970, si scende a 15 nel 1980 e a 8 nel 1990.

Negli ultimi quindici anni hanno chiuso i battenti le scuole di Carcoforo, Piode e Rossa. Boccioleto e Campertogno sono a rischio chiusura ogni anno. Anche i numeri della scuola di Alagna sono scesi sotto le venti unità. A Scopello, dal  2000 ad oggi non c’è stato un vero decremento demografico, anzi, la popolazione giovane è aumentata, anche per l’arrivo di nuovi nuclei familiari che decidono di stabilirsi qui, ma quasi ogni anno cambiano i numeri delle direttive scolastiche e i centri periferici sono i primi a risentirne. Oggi il numero di bambini minimo per sciogliere una pluriclasse è 18 unità: fino a poco più di dieci anni fa, la scuola di Piode era aperta con 16 bambini e due insegnanti.

Molti pensano che il sistema di insegnamento per pluriclassi, cioè con bambini di età e classe diversa insieme, sia meno produttivo ed efficace, ma non è così: la collaborazione e l’attenzione sono molto più curate, il bambino attento percepisce anche cose rivolte ai più grandi e il più grande aiuta ed interviene con i compagni più piccoli, acquisendo automaticamente un senso di responsabilità e di cooperazione che potrà essergli molto utile nella vita lavorativa futura. Gli insegnanti privilegiano i lavori di gruppo e le esperienze dirette a discapito di un’istruzione impostata, tradizionale e poco vivace come quella delle lezioni frontali. E poi ci sono le tecnologie, l’informatica: il mondo spalanca le sue porte ovunque arrivi l’energia elettrica!

Il grande merito di un buon insegnante è comunque sempre, in ogni epoca, fare di necessità virtù e trasformare i problemi in risorsa. Nel 1946 l’insegnante Lazzari Giulia, in servizio presso la piccola scuola di Fervento scriveva: “Come iniziative didattiche l’insegnante ha lasciato libertà di collaborazione tra alunni. Si spiega: sotto controllo della maestra gli alunni di 2^ classe potevano correggere gli esercizi a quelli di 1^, e quelli di 4^ a quelli di 3^ ecc. Questa collaborazione e le autocorrezioni hanno dato discreti risultati specialmente sul campo grammaticale e  linguistico. Furono distribuiti uffici ed incarichi agli alunni più meritevoli di fiducia. Furono fatti esercizi di referendum sulle decisioni scolastiche da prendere. Ad onor del vero, tutto questo lavoro impegnativo ha portato i miei alunni ad essere più buoni e rispettosi.”

Oggi come ieri, l’insegnamento e la scuola, soprattutto quella dell’obbligo, sono un mondo affascinante e ricco, la base del futuro di ogni società, una grande opportunità di crescita, un patrimonio da tutelare ed aiutare. Per crescere insieme, sempre.

 

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